Oplontini nella storia

Nicola Salvatore Dino
Figlio del deputato del Regno d’Italia Ferdinando Salvatore Dino, e di Rosa Angiola Maria Luigia Correale, era nipote di Nicola Antonio Salvatore Dino, sindaco di Torre Annunziata dal 1835 al 1837.
La lapide sulla casa natale di Nicola Salvatore Dino a Torre Annunziata
A 19 anni fu coadiutore di Achille Sannia per poi iniziare ad insegnare, prima alle medie e poi al Liceo Classico Umberto I di Napoli.
Nel 1868, insieme ad Enrico D’Ovidio, ottenne all’Università di Napoli la laurea in matematica pura honoris causa, cioè con dispensa dagli esami, …per la moltitudine di svariate e difficili ricerche di Analisi, Geometria e Meccanica.
Dopo 20 anni di insegnamento, nel 1882 fu nominato professore alla Sapienza di Roma, rimanendovi fino al 1886 quando ricevette un incarico dall’Università di Napoli. Ordinario di geometria proiettiva e analitica, tra i suoi alunni vi fu il suo concittadino Ernesto Cesaro.
Fu inoltre Socio membro dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia Pontaniana di Napoli. In suo onore l’amministrazione comunale di Torre Annunziata, nel 1919, fece murare una lapide sulla facciata della sua casa natale.
Maria Orsini Natale
Giornalista, poetessa e scrittrice, il suo nome è legato al grande successo del suo romanzo di esordio Francesca e Nunziata, dal quale è stato tratto il film omonimo diretto da Lina Wertmüller.
Visse a Torre Annunziata, alle falde del Vesuvio, ed esordì all’età di sessantanove anni con il suddetto romanzo rivelazione che ebbe nove edizioni curate dall’editore Avagliano e che racconta la saga di una famiglia di pastai amalfitani.
Il romanzo fruttò alla Orsini il posto da semifinalista al Premio Strega. Vinse, nel 1995 il Premio Oplonti e il Premio Domenico Rea, e nel 1996 il Chianti Ruffino.
Per Avagliano ha pubblicato anche “Il terrazzo della villa rosa” nel 1998, la raccolta di poesie “Canto a tre voci“, del 1999, i racconti “La bambina dietro la porta” del 2000 e “Cieli di Carta” del 2002.


Dino De Laurentiis
Il giovane Dino, crebbe per le strade di Torre Annunziata vendendo gli spaghetti prodotti dal piccolo pastificio del padre. Il suo ingresso nel mondo del cinema avviene, insieme con la decisione di intraprendere la carriera di attore, quando si reca a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia, appena inaugurato, nel biennio 1937-1938. Fra i suoi esordi come attore vi è quello nel film Troppo tardi t’ho conosciuta del regista Emanuele Caracciolo. Basta poco però, al giovane Dino, per trovare la sua vera strada: “dopo essersi guardato allo specchio” – secondo le sue parole – decide di spostarsi dietro la macchina da presa, intraprendendo la fortunata carriera di produttore.
Poco dopo inizia a produrre film. Il primo risale al 1940, L’ultimo combattimento di Piero Ballerini, al quale seguiranno circa 150 film durante tutto il corso della sua lunga carriera.
Il primo vero successo arriva con L’amore canta del 1941, una commedia degli equivoci. Successivamente, nel 1942, è produttore esecutivo sul “set” di Malombra. Dal 1946 (con il film Il bandito di Alberto Lattuada) Dino per quasi vent’anni, fino al proprio trasferimento negli Stati Uniti, è affiancato dal fratello maggiore Luigi De Laurentiis.
Entra alla Lux Film, diventando produttore esecutivo cinematografico, giocando un ruolo di prim’ordine per la rinascita del cinema italiano nel dopoguerra.
Tra i tanti film prodotti in questo periodo si possono ricordare Riso amaro (1948) di Giuseppe De Santis, Napoli milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, Dov’è la libertà…? (1954) di Roberto Rossellini, Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli e La grande guerra (1959) di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1948 si dedica alla ristrutturazione degli stabilimenti di produzione “Teatri della Farnesina”, ex Safir, dando vita alla “Ponti-De Laurentiis” insieme all’amico Carlo Ponti, per la prima volta con studi propri a disposizione.
Uno dei primi successi prodotti dalla nuova etichetta è Guardie e ladri (1951), di Steno e Monicelli, poi Totò a colori (1952) (il primo film a colori mai realizzato in Italia) di Steno, al quale fanno seguito numerosi altri importanti opere, come Europa ’51 (1952) di Roberto Rossellini, Anni facili (1953) di Luigi Zampa, fino alla consacrazione definitiva con La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, due film che vinceranno entrambi il premio Oscar per il miglior film straniero, dopo quelli vinti da Vittorio De Sica con Sciuscià (1947) e Ladri di biciclette (1949).
Gli studi “Ponti-De Laurentiis” sono oggi sede dell’istituto professionale per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini di Roma.
Costruisce dei nuovi teatri di posa, sempre nei dintorni di Roma, chiamati “Dinocittà”, dove sono stati anche girati numerosi film con star hollywoodiane, come Guerra e pace (1956) di King Vidor con Henry Fonda e Audrey Hepburn, Barabba (1961) di Richard Fleischer con Anthony Quinn, La Bibbia (1966) di John Huston con George C. Scott, Ava Gardner, John Huston stesso e Peter O’Toole, Lo sbarco di Anzio (1968) di Duilio Coletti con Robert Mitchum e Waterloo (1970) di Sergej Bondarcuk con Rod Steiger e Orson Welles.
Sui terreni di Dinocittà è stato aperto nel 2014 il parco divertimenti Cinecittà World, tematico per il cinema e la televisione.
Nel 1972 la legge italiana sul cinema cambia: i sussidi vengono riservati solo ai film con il 100% di produzione italiana (fino ad allora bastava il 50%), e De Laurentiis decide di trasferirsi negli Stati Uniti, dove fonderà la De Laurentiis Entertainment Group. In America continua a produrre grandi successi: Serpico (1973) di Sidney Lumet, I tre giorni del condor (Three Days of the Condor) (1975) di Sydney Pollack, Il giustiziere della notte (Death Wish) (1974) di Michael Winner, Conan il barbaro (Conan the Barbarian) (1982) di John Milius, L’anno del dragone (Year of the Dragon) (1985) di Michael Cimino, e anche alcuni remake come il King Kong (1976) di John Guillermin o Il Bounty (The Bounty) (1984) di Roger Donaldson con Mel Gibson, ma anche alcuni flop al botteghino, come Dune (1984) di David Lynch o Tai-Pan (1986) di Daryl Duke.
Nel 1990 realizza Ore disperate (Desperate Hours) (1992), ancora di Michael Cimino (un’operazione rischiosa, dato che il regista statunitense era considerato il responsabile del fallimento della United Artists, e conseguentemente bandito da Hollywood), e Body of Evidence – Il corpo del reato (1992) di Uli Edel, con Madonna, mentre, tra i titoli più recenti si ricordano il thriller Breakdown – La trappola (1997) e U-571 (2000) di Jonathan Mostow.
Nel corso della serata di premiazione degli Oscar del 2001 ha ricevuto l’Irving G. Thalberg Memorial Award. Infine è stato anche membro della giuria dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per il Premio Oscar.
Nel 2008 partecipa al documentario Il falso bugiardo di Claudio Costa, dedicato allo sceneggiatore Luciano Vincenzoni, suo amico, che lavorò con lui, frequentandolo sia in Italia che a Hollywood per almeno 30 anni. Con Vincenzoni, anche se il rapporto ebbe momenti di stallo dovuti ad incomprensioni reciproche, De Laurentiis realizzò il capolavoro La grande guerra, e molti altri film tra cui I due nemici, Il gobbo, Roma bene, seguiti poi da L’orca assassina e Codice Magnum. Lucio Trentini è stato il suo organizzatore per tutta la sua carriera professionale. Muore per cause naturali il 10 novembre 2010 a Beverly Hills.
Successivamente al suo funerale tenutosi a Beverly Hills, al quale hanno preso parte nomi noti dello star system hollywoodiano, le spoglie sono state tumulate nella tomba di famiglia presso il cimitero di Torre Annunziata, accanto a quelle del fratello Luigi.
Nel 2012 gli è stato attribuito il Premio America alla memoria della Fondazione Italia USA.
Dal 2010 a Torre Annunziata si tiene il Festival di Cortometraggi Cortodino. Un festival internazionale dedicato appunto alla memoria del grande produttore cinematografico organizzato dall’Associazione Culturale Esseoesse, patrocinato da Ministero del Beni e Attività Culturali, Regione Campania e Comune di Torre Annunziata.